Manifesto della Formazione Bikeitalia.it

Nelle storielle del buddhismo zen, i koan, ci sono sempre un maestro che medita in solitudine e un discepolo ansioso d’imparare che alla fine viene cacciato in malomodo. Mettiamo ora il caso di essere noi quei discepoli, desiderosi di apprendere le nozioni e le tecniche per diventare dei bravi meccanici di biciclette, magari per farne un lavoro: quale sarebbe il nostro percorso di crescita? A quale maestro dovremmo far riferimento? Il cammino da intraprendere per arrivare a padroneggiare le tecniche di manutenzione e montaggio di una bicicletta non è semplice poiché richiede impegno, sacrifici e una gran dose di buona volontà. Ecco a voi il percorso zen dell’arte della manutenzione della bicicletta.


Ampliare la conoscenza

Dice il maestro: “la conoscenza è imparare qualcosa ogni giorno“. Se vogliamo davvero diventare dei meccanici di biciclette e magari trasformare la nostra passione in un lavoro, si dovrà studiare e provare con costanza. Se mio padre (classe 1946) da ragazzo avesse voluto imparare il mestiere del meccanico ciclista, si sarebbe fatto assumere come garzone da un negozio, avrebbe “rubato” il mestiere a un vecchio meccanico e poi si sarebbe aperto un’officina sua. Ma quell’Italia non esiste più e non troverete nessun negoziante disposto ad assumervi se non avete esperienza, ma questa si fa lavorando e siamo sempre punto e a capo, perché il sapere non si può comprare in farmacia. Perciò dovrete sacrificare il vostro tempo per apprendere più cose possibili in autonomia.

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Le nuove tecnologie ci vengono incontro con un sacco d’informazioni e di possibilità: articoli tecnici, tutorial video, pubblicazioni online, interviste a esperti, il mondo della meccanica è lì, come un libro aperto davanti ai nostri occhi. Non è semplice, poiché a tanta informazione corrisponde altrettanta confusione e oltretutto un conto è vedere un video e un altro il mettere mano realmente su una cosa.

L’esistenza di una traccia da seguire è comunque un aspetto prezioso, poiché vi permette di avere un punto di partenza. Quando ho iniziato a studiare sul serio la meccanica applicata ai mezzi a due ruote a pedali per prima cosa ho comprato un Moleskine e mi sono concentrato sul prendere appunti, segnando le tecniche passo passo, facendo disegni e schemi grafici, riportando le impressioni e le parole dei meccanici che interrogavo furbescamente mentre gironzolavo nei negozi. Ho riempito pagine su pagine, che custodisco come la mia personale guida e che rileggo quotidianamente. E’ vero, sarebbe molto più facile se un meccanico esperto vi trasmettesse le sue conoscenze ma questo finirebbe anche per influenzarvi, poiché ciò che arriverete ad apprendere sarebbe il suo modo di fare le cose, mentre studiare in autonomia da più e più fonti vi consente di sviluppare un metodo tutto vostro e una personale disciplina, che potrete mantenere anche un domani, quando aprirete la vostra officina. Ricordate solo che per apprendere bisogna essere curiosi, affamati, non basta vedere un solo video o leggere un articolo, di ogni procedura dovrete studiare più approcci, effettuati da differenti persone e fare vostre le varie tecniche e malizie. Poiché, come dice il maestro: “ognuno deve cercare personalmente, domandarsi personalmente, capire personalmente e risvegliarsi personalmente“. In questa fase noi dovremo essere come l’acqua, fluendo tra le innumerevoli tecniche proposte fino a trovare la propria.


Fare pratica e trovare il proprio metodo

Dice il maestro: “La dottrina è come una zattera che vi serve ad attraversare un fiume. Quando siete giunti sulla sponda opposta, lasciatela andare“. Dopo un periodo più o meno lungo di studio e di approfondimento, dovete mettere in pratica ciò che avete appreso, poiché non c’è scuola migliore dell’esperienza e non c’è maestro più grande dell’errore. Acquistate una giusta quantità di attrezzi per cominciare e sporcatevi le mani.

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Non ve lo nascondo, all’inizio sarà frustrante vedere un video, pensare di aver capito e ritrovarvi a mettere le mani sulla bicicletta senza ricordarsi nemmeno il senso di rotazione di una vite di tensionamento. Ma è naturale, per cui non dovete mai e poi mai scoraggiarvi. La prima volta che ho cambiato una catena ho sbagliato e ho estratto completamente il perno della maglia e ho impiegato tre ore per riuscire a rimetterlo dentro, poi appena mia moglie è salita sulla bici e ha fatto forza sui pedali, la catena si è aperta, perché non avevo fatto nient’altro che stressarla. Per questo prendete il vostro Moleskine (probabilmente ve ne servirà un altro) e segnate gli errori, scrivete che avete allentato il finecorsa L del cambio posteriore invece di serrarlo e la catena è finita tra i raggi, che il pedale non prendeva mai sulla pedivella e poi vi siete accorti che era quello sbagliato, che avete montato le gabbiette della serie sterzo al contrario. Solo così riuscirete a elaborare il vostro metodo, poiché non esiste uno standard univoco nel fare le cose, c’è solo un risultato da ottenere ma le vie per percorrerlo sono infinite. Provate e riprovate fino a che non vi sentiate sicuri e non otteniate dei risultati soddisfacenti.


Acquisire esperienze

Dice il maestro: “L’uomo rimane nella sua stessa ombra e si chiede perché mai faccia buio“. Se il vostro sogno è quello di lavorare a contatto con le biciclette, arriverà il momento di uscire dalla vostra cantina e cominciare ad ampliare le vostre esperienze. Ciò significa poter mettere mano a biciclette che non sono vostre e sulle quali non potete sbagliare. L’ansia di fare bene e la dedizione necessaria per realizzare un buon lavoro acuiranno le vostre capacità, oltre a essere una notevole palestra per il vostro lavoro futuro: l’avere a che fare con la gente. Non crediate di poter esigere cifre o pagamenti per quello che fate, poiché anche se dotati di una buona manualità e di un bagaglio di conoscenze eccellente, rimanete sempre dei semplici appassionati. Ho perso il conto dei pacchi pignoni cambiati nella mia cantina, con l’unico riconoscimento del “la prossima volta ti offro il caffé”. Fa parte del gioco e va accettato. Ci sono molti metodi per acquisire esperienze pur non avendo l’opportunità di lavorare in un’officina.

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Iscriversi a un gruppo: se guardate su internet sicuramente scoprirete che nella vostra città esiste un gruppo di appassionati di biciclette che organizza uscite senza velleità agonistiche. Ci sono gli amanti delle gite al parco in compagnia, gli adoratori della mtb e i temerari delle randonneé. Iniziate a frequentare il gruppo, a fare qualche uscita e farvi conoscere. La ciclomeccanica e i problemi delle biciclette (oltre a parlar male dei negozi e dei negozianti) sono uno dei temi più frequenti e così riuscirete a far capire agli altri che siete una persona che “ne sa” e presto qualcuno del gruppo sarà contento di lasciarvi in mano la sua bici, soprattutto perché la manutenzione sarà effettuata in amicizia;

Tesserarsi: non c’è metodo migliore per entrare nel giro dei negozi, per cominciare a respirare l’aria delle gare o comunque farsi conoscere nella propria città che quello di tesserarsi presso una società agonistica. Se sarete in grado di ottenere la fiducia dei vostri compagni di squadra, magari potreste diventare aiuto meccanici sui campi di gara. Dovrete sacrificare le domeniche e i weekend, alzarvi presto al mattino per sistemare il tendone della squadra, lavare un sacco di biciclette ma in cambio avrete un mare di esperienza, riuscirete a farvi conoscere nel mondo del ciclismo agonistico amatoriale (che è molto piccolo, il classico luogo “dove tutti conoscono tutti”) e potreste capire che il posto giusto per voi è proprio lì, sui campi di gara e trasformare la passione in un lavoro, diventando meccanici di una squadra corse;

Proporvi come meccanici volontari: i grandi eventi sportivi come le granfondo ciclistiche o le marathon di mtb sono organizzate da associazioni locali che però non hanno mai organico sufficiente per gestire il tutto. Se andate sui siti degli eventi potrete spesso trovare dei form da compilare per offrire la propria candidatura volontaria e i meccanici sono tra i più ambiti (raramente chi ha un negozio fa assistenza gratuita). Per cui potete iscrivervi e partire per un weekend dove farete esperienza e curriculum. Io ho partecipato come meccanico volontario a delle marathon di mtb (il mio sogno è farlo alla Cape Epic in Sudafrica) e non dovete spaventarvi, la stragrande maggioranza del lavoro è regolazione di cambi, sostituzione camere d’aria o taratura delle sospensioni, oltre al lavaggio della bici. Sarò romantico ma quando un atleta verrà da voi e vi lascerà la sua bici per un controllo, vi sentirete ansiosi ma anche riconoscenti, poiché si sta affidando completamente alle vostre mani.


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Certificare le vostre capacità

Dice il maestro: “Abbi il tuo scopo davanti a te a ogni passo che fai“. Per diventare appetibili da parte dei negozi o per aprire un’officina che dia l’aria di professionalità, dovrete certificare ciò che siete in grado di fare. Questo perché per molti negozianti sapere che voi avete già partecipato a seminari, corsi di formazione e aggiornamento significa che non dovranno perdere tempo a insegnarvi (è una cosa che fa pena ma purtroppo oggi come oggi insegnare il mestiere a un’altra persona viene quasi ritenuta una perdita di tempo). Per i clienti della vostra officina invece sarà motivo di fiducia perché per molti vale più un diploma appeso alla parete che vent’anni di silenziosa e faticosa esperienza. Non esiste in Italia un corso di formazione certificato per meccanici di biciclette e nemmeno un ordine riconosciuto ma le offerte disponibili sono molte:

Seminari delle aziende: le case produttrici propongono frequenti e numerosi seminari di formazione ai quali possono partecipare anche i privati. Nella sostanza non fanno altro che proporre i loro prodotti, spiegarne le caratteristiche e le virtù sperando che diventiate loro rivenditori ma questi incontri servono per cominciare a farsi un’idea di come gira il mondo, per stringere contatti e far capire che anche voi siete entrati in questo settore. Solitamente questi incontri si dividono in una parte commerciale e in una tecnica, per cui io ho sempre portato il mio taccuino e ne ho ricavato numerose informazioni preziose;

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Corsi di formazione: le proposte di corsi per formazione di meccanico di biciclette sono ampie ma dipende da quale sia il vostro obiettivo. Io ho partecipato ad alcuni corsi di ciclomeccanica indetti da FIAB, dove ho conosciuto un sacco di persone entusiaste che amano davvero la bici ma questo tipo di eventi sono indirizzati a persone a digiuno di meccanica e non approfondiranno le vostre conoscenze, anche se saranno utili per fare “public relation”, oltre che per sostenere la causa di un ciclismo più diffuso per tutti. Esistono poi dei corsi a pagamento di manutenzione, tecnica e teoria ciclistica, che di solito durano due giorni e sono molto intensi ma anche formativi. Questi corsi vanno pensati come a un investimento per il proprio futuro, perché offriranno una formazione molto tecnica e approfondita e il tanto agognato “pezzo di carta” che potrete includere nel curriculum oppure appendere alla parete della vostra officina. Per questo noi di Bikeitalia abbiamo studiato un’offerta formativa professionale per chi voglia imparare davvero la meccanica applicata alle bici.

Stages: molte aziende di biciclette creano eventi in cui, oltre alla promozione dei propri prodotti, si svolge una vera e propria formazione del meccanico, affinché sappia mettere mano nel modo migliore ai componenti della casa stessa. Questi stage di solito si svolgono in hotel con centri conferenze, allestiti per l’occasione con postazioni per il lavoro. Oltre alla formazione in sé e all’attestato rilasciato, l’opportunità di veder lavorare meccanici con esperienza trentennale su campi di gara professionistici è impareggiabile. Io ho partecipato a uno stage di una casa che produce freni idraulici e il ricordo più bello non sta tanto nelle tecniche apprese, quanto negli aneddoti raccontati dal meccanico, che lavorava presso quella casa sin dall’apertura e conosceva vita, morte e miracoli di quei freni.


Fare il passo

Dice il maestro: “Abbi una grande fiducia in te stesso, non di quello che tu pensi dovresti essere, ma di quello che sei“. Ora che siete diventati capaci e avete anche un diploma o comunque un attestato, fatevi avanti. Se il vostro sogno è aprire un’officina o un punto vendita, datevi da fare per trovare lo stabile e poi fate una capatina in banca. Se desiderate diventare meccanici in un negozio o per una squadra corse, proponete la vostra candidatura e il vostro profilo alle aziende. Ovviamente ci vuole fortuna, ovvero quell’occasione che non si ripete più e che inconsapevolmente vi fa diventare la persona giusta al momento giusto. A me è capitato due anni fa, quando ho chiuso gli occhi, ho mandato una mail alla redazione di Bikeitalia ed eccoci qui: io a scrivere articoli tecnici e voi a leggerli. Quello è stato il mio colpo di fortuna, ma a tutti quelli che mi hanno detto “beato te, che scrivi per un sito di ciclismo” ho sempre risposto raccontando tutto il percorso che ha preceduto quella mail, le ore di studio, le sere passate in cantina, le notti in bianco a rigirarsi nel letto per trovare la soluzione a un problema che non mi dava pace, il grasso sulle mani e le ore sottratte ai momenti con mia moglie. Per cui, se desiderate davvero diventare dei meccanici di biciclette, avete deciso che questo è il vostro sogno e morite dalla voglia di tramutarlo in realtà, dateci dentro e seguite la vostra passione perché, come diceva Seneca: “non esiste vento a favore, per il marinaio che non sa dove andare“.


Concludendo

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Siamo in Italia, con un livello di disoccupazione molto elevato, una crisi infinita e una tassazione allucinante e lasciarsi prendere dallo sconforto è troppo facile. Se il vostro sogno è imparare a lavorare sulle bici e farne una professione, esistono mille modi per farlo e mille alternative alla classica bottega da ciclista. Dovete solo trovare la vostra strada e per farlo prima sarà necessario sbagliarne parecchie. Ma ce la potete fare, se ci credete, perché “il maestro apre la porta, ma tocca all’allievo il compito di varcarla“.

Omar Gatti

Meccanica ciclistica

12 giorni e 96 ore di formazione teorico pratica
Incontro con i rappresentanti di marchi del settore
Esperienza pratica in officina come meccanico
€ 1200 + iva

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Meccanica avanzata

€ 239 / € 279

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Specializzazione in Ruote

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Gps

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